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Elezioni Ordini Professioni Sanitarie: anno nuovo, vecchi vizi di sempre?

Malgrado la Legge Lorenzin abbia modificato da più di quattro anni anche le procedure elettorali, gli Ordini delle Professioni Sanitarie continuano a non divulgare i dati relativi ad affluenza, preferenze e ripartizioni. Perché?

Come già qui precedentemente significato [1], entro la fine dell’anno appena trascorso dovevano aver avuto luogo le elezioni per il rinnovo del consiglio direttivo e del collegio dei revisori dei conti, nonché per le elezioni suppletive della Commissione d’Albo, per il quadriennio 2023-2026 per alcuni dei 61 Ordini TSRM e PSTRP d’Italia.

Per quanto al mio ordine di appartenenza, ho ricevuto in data 21 dicembre u.s. , apposita mail PEC di «Comunicazione cariche C.D. e C.R.d.C. quadriennio 2022-2026 Ordine TSRM-PSTRP Varese», con la allegata comunicazione protocollata [2], indirizzata alle personalità istituzionali di rito, con cui, a norma degli artt. 2 e 20 del DPR 5 aprile 1950, n.221 si comunica … chi sono stati eletti … e nulla altro.

Nessuna stranezza … il direttivo uscente … è stato riconfermato.

Nessuna stranezza … l’unica lista da votare era quella del direttivo uscente (ovvero, come da liturgica consuetudine, rimpastata).

Nessuna stranezza … come nella tornata u.s., l’unica candidatura “alternativa” era quella singola… del sottoscritto, che non ha mai chiesto – né peraltro gli sia mai stato proposto – … di essere “rimpastato”.

Ma forse l’unica stranezza vera è che per l’ennesima volta, peraltro in apparente consolidata uniformazione nazionale … nulla è dato sapere sui semplici dati di affluenza e scrutini. Informazioni che ad esempio in ambito di elezioni nazionali sono sempre oggetto non soltanto di capillare istantanea e progressiva divulgazione, ma di infinite alambiccose analisi, come ad es. l’elaborare i dati inerenti le precedenti elezioni Politiche, le Europee, le Amministrative, le Regionali ed i Referendum. In un processo democratico che – giustamente – deve essere il più trasparente, veritiero ed inoppugnabile possibile.

Qui il paragone sarebbe unicamente praticabile sulle elezioni precedenti. Ed il motivo per tale esercizio forse sarebbe anche individuabile in quello che gli ordini sembrano proprio non aver ancora accettato: il decreto attuativo (emanato il 15 marzo 2018) della legge 1 gennaio 2018, n. 3 sulla riforma degli Ordini professionali [3], legge che magari potrebbe (o forse dovrebbe) essere almeno citata insieme alla legge “mesozoica” in titolo, ha riordinato proprio quella medesima disciplina degli Ordini delle professioni sanitarie, ove tra altre cose è previsto debba essere favorito «l’equilibrio di genere ed il ricambio generazionale nella rappresentanza»; richiami che sembrano davvero quanto meno derisi, a vedere i risultati sui cui dati elettorali viene mantenuto siffatto riserbo, per nulla agevolato – però  – dal nuovo decreto, che prescrive venga mantenuta la documentazione per i 180 giorni successivi allo scrutinio e non la distruzione, come previsto dalla previgente norma in titolo.

Insomma malgrado il progresso e  l’innovazione normativa, si evidenzia come resti inossidabile non soltanto il “metodo staffetta”, ma anche un certo sistema di silenziosa complicità che continua a perpetrare l’efficienza di certi “muri di gomma” istituzionali di cui spesso siamo abituati a lagnarci, ma per i quali nessuno è veramente deciso a far qualcosa, se veramente quello cui si vorrebbe, potrebbe e dovrebbe … è l’anelare ad un esercizio propriamente definibile “non fittiziamente democratico”.

A parte il precedente richiamo ad un dovere quasi “ontologico” nei confronti dei propri assistiti dei professionisti in elettorato attivo, comunque anche questa volta probabilmente disatteso e la constatazione di forme anche non troppo identificabili di spoil-sistem, ovvero di oscuri sistemi di c.d. “sottopotere”, in assenza di dati oggettivi … null’altro si può dire se non che passano gli anni ma non passano di moda sistemi di collaudata, autentica estesa connivenza, per cui alla fine la migliore eloquenza è quella fornita dai “non-risultati”.

Ma le responsabilità sono … di tutti … e non soltanto di qualcuno.

Parafrasando Joseph De Maistre, … «ogni popolo ha il governo che si merita».

Note:

[1] https://www.assocarenews.it/home/per-i-professionisti-il-voto-allordine-e-anche-obbligo

[2] https://drive.google.com/file/d/1xG2P15kBbScur2K9lxEB0WJuVfZ2BZZQ/view

[3] https://www.trovanorme.salute.gov.it/norme/renderNormsanPdf?anno=2018&codLeg=63559&parte=1%20&serie=null

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