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«Sovraffollamento pronto soccorso dell’ospedale ‘Carlo Urbani’? Impossibile c’è la Bed manager» – Cronache Ancona

JESI – Dopo le polemiche dei giorni scorsi sulla carenza di personale e le criticità dei servizi, l’Ast Ancona chiarisce inoltre che sarà avviato un ulteriore interpello dopo quello di dicembre, per riuscire a trovare la disponibilità di nuovi infermieri e Oss

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L’ospedale di Jesi Carlo Urbani (foto d’archivio)

L’Ast di Ancona replica alle polemiche dei giorni scorsi sulle criticità dei servizi e carenza di medici manifestate anche all’ospedale di Jesi e dei servizi della Rsa di Sassoferrato spiegando intanto che per far fronte alle esigenze di carattere straordinario, «nel mese di dicembre ha rimodulato un progetto in base al quale ha proceduto ad un interpello sulla graduatoria approvata dagli Ospedali Riuniti di 48 infermieri. Solo 5 hanno però accettato per prendere servizio dal 1 gennaio 2023 essenzialmente sul territorio dell’ambito di Fabriano che comprende anche Sassoferrato. Purtroppo come accade spesso al momento di prendere servizio i professionisti hanno rinunciato. Per questo è necessario un ulteriore interpello attraverso il quale riuscire a trovare la disponibilità di queste figure. A ciò si aggiunga – prosegue il comunicato della direzione dell’Ast Ancona – che sulla base degli indirizzi regionali del 20 dicembre scorso, l’Ast Ancona ha anche proceduto il 30 dicembre a prorogare fino al 30 aprile 2023 oltre 60 infermieri e 9 Oss andando oltre le previsioni del piano occupazionale in via straordinaria ed urgente nelle more della definizione del procedimento di stabilizzazione in corso. Per quanto riguarda i medici, come già annunciato nei giorni scorsi sulla scorta dei contenuti del milleproroghe, sono stati organizzati i turni fin dal primo gennaio scorso avvalendosi di 13 medici abilitati, assegnati ai Pronto Soccorso di Senigallia, Jesi e Fabriano, alla Medicina Penitenziaria e al Dipartimento di Prevenzione».

In ordine invece alla situazione di affollamento del Pronto soccorso dell’ospedale “Carlo Urbani”, l’Ast smentisce disservizi, sottolineando che «se particolari criticità di sovrannumero in attesa in corsia possono verificarsi, queste sono comunque estemporanee e transitorie derivanti spesso dall’accettazione di numerosi codici verdi i quali ovviamente si vedono passare avanti nel triage le situazioni più gravi corrispondenti ai codici rossi a rischio di vita. Al “Carlo Urbani” di Jesi, in particolare, il personale in dotazione garantisce l’efficienza e la copertura di tutti i turni. Presso la struttura ospedaliera, inoltre, è presente la “Bed manager”, opportunamente formata, e tale figura è stata da tempo inserita in organico, perché anche prima delle linee guida regionali la Asur aveva – con la dg 357/2017 – attivato il percorso del “Bed manager”».

L’Azienda sanitaria territoriale di Ancona chiarisce inoltre che «il problema dell’arruolamento delle figure professionali non è solo della provincia di Ancona, ma è un problema generale frutto di una programmazione nazionale che non ha tenuto conto dei pensionamenti che si sarebbero avuti fra i medici che avevano iniziato il lavoro prima della norma sul numero chiuso per accesso all’Università. Da ultimo un appello alla popolazione: è importante infatti educare tutti al corretto utilizzo dei Pronto Soccorso cui ci si deve rivolgere solo per le situazioni di reale emergenza e gravità. Il personale sanitario in servizio garantisce le attività a tempo pieno e con grandissimo impegno e abnegazione spesso anche a rischio della propria incolumità».

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