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Vertenza Liomatic Jesi: l’azienda condannata per condotta antisindacale

I lavoratori Liomatic durante un  presidio davanti alla sede della Regione Marche

 

Vertenza Liomatic Jesi, il Tribunale di Ancona condanna l’azienda per comportamento antisindacale. A darne notizia è la Filcams Cgil di Ancona che aveva presentato il ricorso al giudice del lavoro  dopo l’annuncio della chiusura della filiale di via Don Angelo Battistoni e che ora  esprime grande soddisfazione per il risultato «con la quale si sottolineano le ragioni del sindacato». Il segretario generale della Filcams Cgil Ancona, Carlo Cotichelli, e la segretaria provinciale Sara Dominella ricordano in una nota che l’azienda, a gennaio, aveva deciso «in maniera unilaterale di procedere alla chiusura dello stabilimento di Jesi trasferendo presso altre sedi il personale coinvolto (circa 40 persone) costringendo i lavoratori a scegliere tra trasferimenti inaccettabili, anche a oltre 100 chilometri di distanza, piuttosto che inevitabili dimissioni». L’organizzazione sindacale, per voce dei segretari provinciali della Filcams Cgil, aveva denunciato il comportamento aziendale «per diverse ragioni tra cui il mancato ricorso agli strumenti normativi previsti oltre al mancato confronto con l’organizzazione sindacale che era stata informata a cose fatte e senza alcuna possibilità di costruire soluzioni alternative e condivise tra le parti». I dipendenti della filiale jesina nello scorso mese di marzo sono stati trasferiti nelle sedi Liomatic di Pesaro, Macerata, Perugia e Arezzo.

«La decisione del Tribunale, sebbene abbia accertato l’importanza e la violazione del diritto di informazione contenuto nei Contratto collettivo nazionale di lavoro da parte di Liomatic, non incide tuttavia sulla condizione delle lavoratrici e dei lavoratori interessati;- sottolineano Carlo Cotichelli e Sara Dominella – pertanto la Filcams si riserva di promuovere ulteriori iniziative, anche legali, di tutela individuale e collettiva. Cogliamo l’occasione per ringraziare da un lato le lavoratrici e i lavoratori a cui questa sentenza restituisce dignità e ne segna una prima vittoria e dall’altro lo studio legale di riferimento della Cgil di Ancona per l’ottimo lavoro svolto. Senza dubbio, tale sentenza aumenta l’amarezza per la perdita del sito produttivo di Jesi anche in considerazione del complessivo atteggiamento di tutti i soggetti coinvolti che, in questo caso, non hanno collegialmente creduto nella risoluzione positiva di questa vicenda». Sono state sei in tutto le dimissioni formalizzate sul totale dei dipendenti jesini dell’azienda, nell’impossbilità di trasferirsi senza creare disagi familiari e qualcuno, anche alla luce della sentenza del Tribunale di Ancona, adesso sta valutando l’ipotesi di rivolgersi al giudice del lavoro.

 

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