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Uccise una coppia nello schianto, per Farah possibile sconto di pena La Cassazione rinvia gli atti in Appello

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Farah Marouane

 

di Gianluca Ginella

Duplice omicidio stradale, la Corte di Cassazione accoglie le richieste del legale del 36enne Farah Marouane e rinvia alla Corte di appello per ridefinire la pena. Accolte le eccezioni relative alla guida con patente scaduta (su questo punto ha annullato, senza rinvio), e alla guida sotto effetto di droga e alcol (ha annullato e rinviato alla Corte di Appello di Perugia per un nuovo giudizio). Le questioni sono state sollevate dall’avvocato Giovanni Galeota (che assiste Farah insieme al legale Emanuele Senesi) nel ricorso in Cassazione dopo la condanna a 10 anni in primo grado e in appello per Farah.

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L’avvocato Giovanni Galeota

Il marocchino, è accusato di aver causato l’incidente in cui il 3 marzo del 2019, a Porto Recanati, sono morti Elisa Del Vicario, 40 anni, e Gianluca Carotti, 47, di Castelfidardo. L’avvocato Galeota nel ricorso, ritiene inutilizzabile il prelievo ematico, per una serie di motivi, dal consenso informato alla presenza di un legale dell’indiziato. Secondo il legale «il “presunto” consenso informato al prelievo non risulta sottoscritto dall’indagato in quanto “non era in grado di firmare per problemi fisici dovuti all’incidente”».

Secondo il legale è nullo, inoltre, anche il prelievo per cercare tracce di droga non è utilizzabile. Il legale sottolinea che «se la polizia giudiziaria delega il personale sanitario all’accertamento del tasso alcolemico nel sangue, sussiste l’obbligo di dare avviso del diritto a far presenziare il difensore, se il conducente sia già indiziato di reato» e se il prelievo non sia legato a fini di cura della persona «ma sia unicamente finalizzato alla ricerca della prova della colpevolezza dell’indiziato». Per il legale «l’esito del prelievo ematico è inutilizzabile».

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Il legale Emanuele Senesi

Secondo il legale, senza le aggravanti della guida in stato di ebbrezza e sotto effetto di droga, la pena va da 2 a 7 anni. Aggiunge però anche che non vale l’aggravante contestata nella sentenza di primo e secondo grado che ha portato ad un aumento della pena: quella che il reato fosse stato commesso da persona che non ha mai preso la patente o che aveva la patente revocata o sospesa, «Farah circolava con patente di guida scaduta e non rinnovata» dice il legale. I giudici di Cassazione hanno annullato la sentenza d’Appello, senza rinvio, limitatamente alla patente scaduta, inoltre annulla la sentenza per il punto concernente l’aggravante di essersi messo alla guida in stato di ebbrezza e di alterazione dovuta all’assunzione di stupefacenti e rinvia per un nuovo giudizio alla corte di appello di Perugia e per rideterminare la pena.

 

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