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Rincari, carrello pesante e colazione amara: i consigli per fare la spesa risparmiando – CentroPagina

ANCONA – «Evitare al massimo gli sprechi alimentari, acquistando solo il necessario». È la strada indicata da Federconsumatori Marche per contrastare i rincari sui prezzi dei beni di prima necessità che stanno rendendo il carrello della spesa più pesante e il portafoglio delle famiglie sempre più leggero.

Secondo la presidente dell’associazione dei consumatori, Patrizia Massaccesi, in tempi di caro bollette e caro carburante, occorre «tornare ad uno stile di vita più parsimonioso, evitando di fare ‘dispensa’ e lasciando più spazio libero in frigorifero, con il rischio che poi alcuni prodotti finiscano per scadere e debbano essere buttati nella pattumiera».

Fare spesa senza ‘svenarsi’, i consigli di Federconsumatori

Oltre ad evitare gli sprechi alimentari, tra i consigli ‘saggi’ di Federconsumatori c’è anche quello di «acquistare cibi e orientarsi su quelle ricette che non richiedono lunghe cotture nei fornelli o nel forno elettrico». Insomma riserviamo arrosti e brodetti alle occasioni speciali per evitare sprechi energetici.

Ma una volta al supermercato che fare per evitare di ‘svenarsi’? Tra le tecniche di economia domestica più ‘spicce’ c’è quella di orientarsi sulle offerte, facendo attenzione alla reale convenienza. Un altro ‘trucchetto’ è quello di acquistare prodotti sfusi, ovvero privi dei costosi imballaggi che oltretutto impattano negativamente anche sull’ambiente: «Si tratta di prodotti venduti a peso come riso, farine, orzo, creali, legumi, semi, frutta secca, spezie, sale, zucchero, cioccolata, vino, tè, latte e caffè».

Sulla questione latte si apre un capitolo a parte. A denunciare i rincari dei prezzi saliti alle stelle è Coldiretti che osserva come la colazione stia diventando sempre meno una pausa dolce e sempre di più un momento ‘amaro’. Perché? Il prezzo del latte conservato, che costituisce l’alimento base dei bambini e della colazione degli italiani (cappuccino, latte e cioccolata) è cresciuto del 19%, mentre quello dei biscotti segna un + 9,8%.

L’effetto dei rincari energetici, come evidenzia Coldiretti, si fa sentire anche su pane (+13,6%), zucchero (+14,9%) burro (+33,5%) e marmellate (+7,9%) oltre che sul caffè (+6,7%) bevanda della tradizione italiana e simbolo di socialità. A pesare è l’inflazione che ad agosto ha fatto segnare un +8,4% valore record dal 1985 a causa dei rincari energetici e di carburante.

Anche al bar la colazione è più “salata” e cappuccino, caffè e cornetto sono più cari, tanto che in alcuni bar dell’anconetano il caffè può costare fino a 1.20 euro. «Non solo le famiglie sono sempre più in difficoltà nel fare la spesa, ma anche gli esercizi commerciali sono in grossa difficoltà a causa delle bollette che non sanno più come fare a pagare – evidenzia Patrizia Massaccesi, Federconsumatori -: le agevolazioni previste dallo Stato per le attività che consumano più di 16kw/h tagliano fuori i piccoli bar, quelli a conduzione familiare che non rientrano nei criteri, insomma chi ‘sta peggio’ resta escluso dagli aiuti».

La situazione degli agricoltori e degli allevatori

L’impennata dei prezzi non risparmia neanche chi sceglie un’alimentazione naturale con lo yogurt che aumenta del 12,1%, la frutta che segna un +8,3% e i cereali da colazione (+5,5%). Invece le uova crescono del +15,2% e i salumi del +6,8%. Tutta colpa del caro bollette, ma anche del caro mangimi e del caro carburante, che affligge gli allevatori. Insomma i rincari si abbattono sull’intera catena agroalimentare, a partire dalle campagne dove più di 1 azienda agricola su 10 (13%), secondo quanto stima Coldiretti Marche, è in una situazione così critica da portare alla cessazione dell’attività: più di 1/3 del totale nazionale (34%) si trova comunque costretta in questo momento a lavorare in una condizione di reddito negativo per effetto dei rincari, secondo il Crea.

In agricoltura si registrano infatti aumenti dei costi che vanno dal +170% dei concimi al +90% dei mangimi al +129% per il gasolio fino al +300% delle bollette per pompare l’acqua per l’irrigazione dei raccolti. Aumenti che riguardano l’intera filiera del cibo con costi indiretti che vanno dal vetro rincarato di oltre il 30% in più rispetto allo scorso anno, al tetrapack con un incremento del 15%, dal +35% delle etichette al +45% per il cartone, dal +60% costi per i barattoli di banda stagnata, fino ad arrivare al +70% per la plastica, secondo l’analisi Coldiretti.

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