Regione Marche e Comune di Fano: interventi sul tratto terminale del Fiume Metauro

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Conferenza stampa per i lavori al Fiume Metauro

La Regione Marche, in collaborazione con il Comune di Fano, interviene per la mitigazione del rischio idraulico attraverso l’ufficio Tutela del Territorio di Pesaro e Urbino, focalizzandosi sul tratto terminale arginato del Fiume Metauro.

Il piano di azione, presentato nella mattinata di mercoledì 10 febbraio, nel corso di una conferenza stampa che si è tenuta nel Comune di Fano dall’assessore regionale per la Tutela del Territorio Stefano Aguzzi, il Sindaco di Fano Massimo Seri e l’ assessore all’ Ambiente Barbara Brunori, interessa il tratto terminale del Fiume Metauro compreso tra la foce a mare e il viadotto autostradale A14, per 2,3 Km.

L’intervento è stato finanziato per 896.000 euro dal Ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del Mare che lo ha inserito nel Piano nazionale per la mitigazione del rischio idrogeologico, il ripristino e la tutela della risorsa ambientale (stralcio 2019) approvato con DPCM 20/02/2019.

“Desidero rimarcare la volontà di collaborare con il territorio e, in questo caso, con l’amministrazione comunale di Fano – ha dichiarato l’assessore Aguzzi -. L’intervento sul fiume Metauro prevede la pulizia degli alvei, una migliore definizione della vegetazione presente, la sistemazione degli argini. La Regione è ad uno stadio avanzato della progettazione e il progetto definitivo sarà pronto per maggio 2021, la procedura di gara d’appalto, che sarà impostata dalla Regione attraverso l’ex Genio Civile, sarà avviata a ottobre, l’inizio dei lavori è previsto per il prossimo inverno e ho chiesto che ci sia particolare cautela per la nidificazione delle specie di uccelli che sono presenti nel tratto del fiume interessato dall’intervento”.

Per la redazione del progetto definitivo dell’intervento, è stato eseguito nel periodo compreso tra maggio-giugno 2020, un rilievo topografico aerofotogrammetrico di un tratto fluviale anche più esteso rispetto a quello strettamente aderente all’intervento, opportunamente integrato con rilievi topografici a terra finalizzato all’aggiornamento della morfologia fluviale, delle opere idrauliche esistenti, delle arginature, degli attraversamenti, della vegetazione presente.

Per quanto riguarda gli argini, il progetto prevede quindi il rialzo di tratti arginali sino al contenimento delle piene duecentennali con un idoneo franco di sicurezza (50 cm), per consentire di ridurre il rischio idraulico per i territori.

Saranno inoltre effettuati inoltre interventi appositi di manutenzione con sostituzione dei tratti di rete anti-roditori danneggiati e la ricopertura delle stesse con spessori di circa 20-30 cm di terreno, oltre a provvedere ad altre eventuali problematiche puntuali.

Il progetto, inoltre, prevede interventi all’interno dell’alveo volti al ripristino del corretto deflusso delle acque ed ad una corretta gestione della vegetazione presente che coadiuvi le esigenze idrauliche, in considerazione dei numerosi attraversamenti infrastrutturali presenti e della presenza di importanti opere idrauliche, con la tutela delle specie e degli habitat di interesse comunitario presenti (il tratto fluviale oggetto d’intervento è compreso nella ZPS e ZSC “Fiume Metauro da Piano di Zucca alla foce”), e del paesaggio.

“Accogliamo positivamente che la Regione Marche negli ultimi tre anni sia intervenuta periodicamente sul Fiume Metauroha affermato l’assessore Brunoriper la mitigazione del rischio idraulico e nella manutenzione. Da questo nuovo progetto, il cui investimento economico è significativo, ci aspettiamo un lavoro efficace che, partendo da uno studio approfondito, individui azioni rilevanti con l’obiettivo di mettere in sicurezza il tratto interessato. Non solo la Città, ma soprattutto la Vallata si aspettano il medesimo impegno e la medesima attenzione per altri tratti del Metauro che necessitano di una progettualità di intervento. È assolutamente prioritario garantire la tutela dell’alveo fluviale e della popolazione che ha la residenza nelle zone interessate, affinché si ponga fine al rischio concreto di future esondazioni”.