«Proteggere il mare del Conero non è un’opzione ma un dovere»

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Eleonora Evi

 

«Proteggere il mare del Conero non è un’opzione, ma un dovere d’altronde le aree marine protette nascono in tutto il mondo per tutelare, proteggere e valorizzare quei tratti di mare considerati di maggior pregio proprio come questo bellissimo tratto di costa». Così l’onorevole Eleonora Evi, europarlamentare e co-portavoce nazionale di Europa Verde nel corso dell’incontro “Area Marina Protetta del Conero, se non ora quando”, tenutosi questo pomeriggio a Palazzo delle Marche. L’incontro è stato promosso dai Verdi.  «Il nuovo corso della politica comune europea – ha continuato l’onorevole – punta sulla tutela e valorizzazione delle risorse ambientali nei prossimi 30 anni ed è un paradosso che qui si vada in direzione ostinatamente contraria, con i paraocchi rispetto ai grandi temi ambientali che l’Unione europea valorizza con cospicui finanziamenti. L’area marina protetta rappresenta una reale risorsa di sviluppo socio-economico e culturale di un territorio e rende più facile l’accesso a finanziamenti europei specificamente dedicati, e riceve finanziamenti dal Ministero dell’Ambiente e dalla Comunità Europea grazie ai progetti di ricerca generando un importante indotto economico». «L’utilità delle aree marine protette ad oggi è ampiamente riconosciuta a livello scientifico, politico ma anche economico e sociale – ha rimarcato Gianluca Carrabs membro dell’esecutivo nazionale Europa Verde – e alla luce della mia esperienza professionale rafforzo quanto già detto dall’On Evi. Sono tantissimi i progetti europei in fase di realizzazione che vertono proprio su queste aree. Creare un’area marina protetta darà la possibilità a tutta questa fascia di costa di approcciarsi ad un nuovo modello di turismo, slow e sostenibile, rispettoso degli equilibri ambientali da una parte, ma allo stesso tempo dando, la possibilità al visitatore di vivere un’esperienza più consapevole e sostenibile. Una seconda riflessione la voglio dedicare al mondo della ricerca universitaria che proprio in questo luogo e in un ambiente protetto potrà sperimentare e proporre soluzioni che potrebbero essere esportate anche in altre aree del pianeta che hanno peculiarità simili».

Un momento dell’incontro

«I cittadini debbono esprimersi è un loro diritto – ha dichiarato Caterina Di Bitonto co-portavoce Europe Verde Ancona – è una possibilità che la natura e il turismo sostenibile meritano. L’Europa e ringrazio l’On Evi ci hanno indicato la strada, ma oggi è necessario che la società civile debba fare un passo avanti sul tema dell’area marina protetta, lo chiedo a grande voce per tutti i cittadini di Ancona, ma soprattutto per le generazioni future». «Mi riallaccio a quanto detto da Carrabs – ha chiosato Roberto Rubegni Co-portavoce Europe Verde Ancona – in tema di turismo slow e di pesca sostenibile proponendo una considerazione: quanto e quale valore aggiunto possa portare l’istituzione dell’area marina protetta del Conero per la tutela della biodiversità che, come è noto, sta diminuendo. Questo è un dato di fatto. La perdita di questo grande valore rappresenta una delle maggiori problematiche ambientali dei nostri giorni. Così come si è dimostrato che, una volta istituita un’area marina protetta, le specie autoctone tornano a proliferare come recentemente testimoniato da un’indagine subacquea svoltasi nell’area marina protetta delle Cinque Terre. Un vantaggio enorme anche per il settore della pesca sostenibile a dimostrazione che la salvaguardia all’ambiente non è sinonimo di divieti tout court ma, al contrario, è la proposta di un’altra economia possibile che necessariamente deve tenere conto della tutela dell’ambiente perché senza questo non c’è economia e, soprattutto, futuro».

 

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non è un’opzione ma un dovere»
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