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Povertà energetica per 150 mila famiglie nelle Marche. Biancani: «La Regione metta soldi a bilancio per gli aiuti» – CentroPagina

PESARO – Povertà energetica, il consigliere regionale Andrea Biancani chiede alla Regione stanziamenti per aiutare le famiglie.

Su CentroPagina avevamo ripreso la notizia dello studio della Cgia di Mestre che calcola che le famiglie marchigiane a rischio povertà sono tra le 89.754 e 153.86, in pratica tra il 14% e il 24% di quelle residenti, toccando fino a 360mila persone.

«Sono allarmanti gli ultimi dati sulla povertà energetica. Si stima che circa 9 milioni di italiani sono a rischio e le Marche finiscono nella fascia della povertà energetica medio-alta – spiega Biancani – Di fronte a questi numeri la Giunta regionale, metà della quale impegnata in campagna elettorale, resta a guardare e vive fuori della realtà, senza prevedere alcuna misura per cittadini e imprese. La precedente amministrazione regionale, per reagire all’emergenza Covid, ha stanziato nel 2020 210 milioni di euro per le piccole e medie imprese, per le persone in difficoltà e le associazioni impegnate nel sociale, nella cultura, nello sport. Oggi la Regione, alla vigilia di un autunno che sarà sicuramente difficile, propone una manovra di bilancio senza alcun sostegno immediato per dare ossigeno al sistema produttivo e ai bilanci familiari, scaricando tutta la responsabilità sullo Stato. È chiaro che i provvedimenti più incisivi per rispondere al caro-bollette sono su scala nazionale ed europea, ma anche a livello regionale si possono dare risposte calibrate sul territorio, così come è già stato fatto in altre parti d’Italia. Da mesi chiediamo iniziative e già nel mese di marzo abbiamo presentato una mozione, a iniziativa della consigliera Micaela Vitri, in cui sollecitavamo bonus e contributi. Ad esclusione di pochi e limitati interventi spot per qualche settore, nulla è stato fatto per la maggior parte di imprese e cittadini. Mi auguro che la Regione modifichi questa manovra di bilancio, ascoltando anche i tanti appelli che arrivano dai sindacati e dalle associazioni. 

Se il futuro governo dell’Italia prenderà come esempio il ‘modello Marche’ della Giunta Acquaroli, restando a guardare e senza prendersi responsabilità, sarà ancora più difficile uscire da questa crisi». 

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