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«Poche donazioni: sangue e plasma a rischio» – Cronache Ancona

L’ALLARME lanciato da Avis Marche che ha da tempo evidenziato alle autorità competenti il pericolo. «Purtroppo, non si ravvisano indicazioni su possibili realistiche soluzioni a breve e medio termine, con l’istituzione delle Ast si rischia di frammentare l’attività trasfusionale protesa da anni verso un efficiente sistema unitario»

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«Nel corso del 2022 si è registrato un calo di donazioni di sangue, dovuto, tra l’altro, ad importanti criticità organizzative del sistema trasfusionale tra cui la mancanza di una solida gestione centralizzata, la carenza di personale medico e infermieristico, una insufficiente flessibilità di orari per andare incontro alle esigenze dei donatori. Questo limita la raccolta, impedendo di raccogliere tutto il sangue disponibile». E’ l’allarme lanciato dall’Avis Marche che ha da tempo evidenziato alle autorità competenti il pericolo che, in tempi anche brevi, possano venire a mancare il sangue e il plasma necessari per la vita e la cura di tanti pazienti. Contemporaneamente l’associazione ha avanzato suggerimenti e proposte per superare tali criticità, mostrando anche la propria disponibilità ad affiancare il sistema pubblico attraverso forme di raccolta associativa.

«Purtroppo, non si ravvisano indicazioni su possibili realistiche soluzioni a breve e medio termine, anche alla luce del nuovo sistema sanitario Regionale che, con l’istituzione delle Ast, rischia di frammentare l’attività trasfusionale, protesa da anni verso un efficiente sistema unitario. – si legge nella nota – Avis Marche non intende accettare passivamente l’incertezza di questa situazione. Tale impegno è doveroso anche per rispetto nei confronti dei donatori che con grande spirito di solidarietà e altruismo sostengono ogni giorno la vita e la speranza di tante persone in maniera volontaria e gratuita. L’associazione intende comunque confermare (e rafforzare) i suoi sforzi, per il mantenimento dell’autosufficienza a fianco della sanità regionale e resta aperta a qualsiasi forma di collaborazione con gli organi competenti al fine di scongiurare passi indietro del sistema trasfusionale marchigiano, considerato ancor oggi fra i più efficienti in Italia per quantità e qualità della raccolta di sangue e plasma».

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