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Personale inadeguato nei punti nascita a Fano, Pesaro e Urbino. Vitri: «La Regione dia garanzie» – CentroPagina

L'ospedale Santa Croce a Fano
L’ospedale Santa Croce a Fano

FANO – Garantire il personale sanitario adeguato a mantenere i tre punti nascita a Pesaro, Fano e Urbino. È questa la richiesta della Consigliera regionale Micaela Vitri presentata attraverso un’interrogazione alla Regione Marche.

«Finalmente è stato riaperto, come chiediamo da tempo, il blocco materno-infantile a Pesaro e ringrazio tutto il personale sanitario per i sacrifici sostenuti in questi tre anni di pandemia, ma sono proprio molti di loro in questi giorni a lamentare la grave carenza di personale, a partire dai pediatri. In Consiglio regionale l’assessore Saltamartini, – prosegue Vitri – rispondendo alle interrogazioni mie e del consigliere Biancani, ha assicurato il funzionamento dei tre blocchi materno-infantile. Nessun chiarimento però sull’aumento di personale necessario. Eppure il 17 novembre il primario di Marche Nord Claudio Cicoli lanciava l’allarme sulla carenza di pediatri dichiarando che lo sdoppiamento del servizio richiederà “otto pediatri e quattro medici ostetrici in più, rispetto a quelli in organico. Per coprire i turni sulle 24 ore servono nove medici per presidio, mentre ora i pediatri sono solo otto».

Micaela Vitri

«Allo stesso modo a Urbino – incalza Vitri – la preoccupazione è dovuta al fatto che la cooperativa che ha vinto il bando di gara di Pesaro è la stessa che, ad oggi, fornisce medici e infermieri al nosocomio di Urbino. Gli stessi sanitari hanno dichiarato che due o tre dei medici, attualmente in servizio ad Urbino, saranno trasferiti in questi giorni a Pesaro. Quindi, viste le preoccupazioni dello stesso personale e nostre, come saranno sostituiti quei medici? A questo purtroppo l’Assessore Saltamartini non ha risposto».

«Spero che le garanzie dichiarate dalla Giunta Acquaroli siano confermate con i fatti. Se fosse tutto sotto controllo – precisa Vitri – e se si fossero veramente trovati i professionisti necessari all’attività dei tre punti nascita, perché spostare i medici da un ospedale all’altro? C’è invece forte preoccupazione per il personale pubblico dei nostri ospedali, visto il massiccio ingresso delle cooperative».

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