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OSS delle Carceri e delle RSA in Piazza a Roma per chiedere stabilizzazione. Furono assunti per Emergenza Covid.

Noi Operatori Socio Sanitari dell’Unità socio sanitaria anti Covid-19 per gli Istituti Penitenziari del bando 665/2020 saremo a Roma in Piazza dei Santi Apostoli dalle ore 10,30 alle ore 13,30 per far sentire la nostra voce il giorno 28 novembre 2022.

Ieri si è celebrata la giornata internazionale per la lotta contro la violenza sulle donne la quale pone come uno dei principali punti cardine d’azione proprio l’indipendenza economica della donna, la quale si raggiunge anche attraverso il superamento del precariato. Come può una donna prendersi cura di sé stessa e dei propria figli senza che tale principio sia reso concreto??

Noi ce lo domandiamo e lo domandiamo anche alla nuova Legislatura in carica governativa.

La nostra Unità Socio Sanitaria è formata principalmente da donne; donne che sono anche madri; donne che non si sono risparmiate quando, alla chiamata dello Stato in un momento storico dove la società ed in particolare il Sistema Sanitario Nazionale è stato messo a dura prova, quasi al collasso.

Il giorno 28 NOVEMBRE 2022 scenderemo tutte quante in piazza perché, nonostante le premesse della vecchia Legislatura prevedessero di rendere il nostro impiego in pianta stabile e nonostante tutte le varie interrogazioni parlamentari delle forze politiche ad oggi governanti fatte quando si trovavano in regime di opposizione, sembrano essersi dimenticati della nostra esistenza.

Ci siamo trovati a fronteggiare questa pandemia in un ambiente in fermento, non dimentichiamo le rivolte messe in atto dai detenuti nei vari Carceri d’Italia che rendevano gli Istituti stessi un ambiente pericoloso per le persone che vi operavano all’interno, come hanno mostrato le scene trasmesse, in cui si denotava palesemente una grande violenza dai parte dei detenuti. Nonostante tutto, il personale reclutato non si è sottratto all’impegno, nonostante i timori per la propria incolumità. Abbiamo reso il nostro operato per preservare la salute sia della popolazione detenuta che di tutto il personale, compreso quello di Polizia Penitenziaria. Volendo rendere noto ai lettori che la figura dell’operatore socio sanitario non era presente, prima del nostro arrivo, all’interno degli Istituti penitenziari, questi due anni hanno portato alla luce la necessità costante della nostra figura in tale ambito.

Dopo l’ultima proroga dei nostri incarichi il mansionario si è reso oltretutto ad indirizzo ordinario, quindi stabilendo i criteri cardine di quello che è il nostro lavoro di routine in quell’area operativa.

Il nostro contributo, inizialmente, era stato chiesto per due mesi circa, ma dato il susseguirsi delle normative Covid ed ordinanze di Protezione Civile abbiamo prestato servizio per più di due anni con dedizione per l’impiego affidataci.

Sono qui a scrivere per chiedere a tutti voi un piccolo gesto di solidarietà, condividete questo post il più possibile affinché l’opinione pubblica ci aiuti sensibilizzare un tema che è a rilevanza nazionale e che investe migliaia e migliaia di famiglie…

Lami Cristiana, Operatore Socio Sanitario – Unità 665/2020

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AVVISO!!!

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