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Omicidio Alika, legale della famiglia: se Ferlazzo aveva un tutor perché non era controllato?

“Ero alla fermata dell’autobus, con le spalle al corso, non mi ero accorto di nulla, racconta a Repubblica, finché non ho sentito le urla disumane di Alika. Mi sono girato e ho visto Ferlazzo che lo massacrava a colpi di stampella”.

 

 

“Era impossibile dividerli – prosegue – quel tipo era feroce. Gli gridavo: basta, lo ammazzi, mi sono avvicinato e con un calcio ho allontanato la stampella con cui stava colpendo Alika. Inutile, perché Ferlazzo lo stava finendo a mani nude. Per poi alzarsi e andare via”. “Subito dopo aver allontanato con un calcio la stampella. Quando ho visto Ferlazzo andare via, dopo aver ucciso il povero ambulante, ho chiamato la polizia e, temendo che non sarebbero arrivati in tempo per arrestarlo, appena ho visto avvicinarsi la macchina, mi sono buttato in mezzo alla strada per fermarli”.

 

 

“Ho indicato l’assassino agli agenti e l’hanno arrestato. Bravissimi. Sapete quanto è durato questo incubo? Diciassette minuti”, conclude. “Eravamo in quattro, così ho ricostruito anche dal video: una signora anziana, una ragazza, un uomo anch’egli d’età con il cane e io. Come avremmo potuto fermare quell’uomo? Per questo rifiuto le accuse di razzismo e di indifferenza”.

 

Legale della famiglia: se Ferlazzo aveva un tutor perché non era vigilato? – “Le scuse non bastano, ora serve solo giustizia e non vendetta. È difficile riuscire a comprendere quello che è successo”. È il commento della famiglia di Alika Ogorchukwu, tramite l’avvocato Francesco Mantella. “Se c’è un risvolto psichiatrico che si inserisce nelle cause dell’omicidio di Alika, serve riflettere: se Ferlazzo aveva un amministratore di sostegno, pare fosse la madre, perché questi non era vigilato? Bisognerà avviare una serie di verifiche”, chiede il legale.

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