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Maltratta i genitori per avere soldi da spendere per la droga, divieto di avvicinamento e braccialetto elettronico per 25enne – Riviera Oggi

FERMO – Di seguito una nota stampa, giunta in redazione il 19 agosto, dalla Questura di Fermo.

Nel rispetto dei diritti delle persone indagate, da ritenersi presunte innocenti in considerazione dell’attuale fase del procedimento, indagini preliminari, fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile, ed al fine di assicurare il diritto di cronaca costituzionalmente garantito, si comunica che la Squadra Mobile fermana nella ha dato esecuzione ad una misura cautelare emessa dal Tribunale di Fermo, Giudice per le Indagini Preliminari, a seguito della indagine intrapresa a fronte di una denuncia querela per maltrattamenti formalizzata da un padre, stanco della violenza perpetrata dal figlio nei suoi confronti e nei confronti della madre. Nella fattispecie l’uomo, emotivamente provato per la difficile situazione raccontava ai poliziotti di una difficile situazione familiare, un rapporto esasperato dai problemi legati alla dipendenza dalle sostanze stupefacenti del figlio, disoccupato. 

La Squadra Mobile, come da disciplina vigente, cosiddetto “Codice Rosso” informava l’Autorità Giudiziaria che assumeva la direzione delle indagini. 

Dall’ attività investigativa condotta e dall’ ascolto dei testimoni emergeva che il giovane avanzava continue richieste di denaro al padre ed alla madre, verosimilmente per approvvigionarsi della sostanza stupefacente e i genitori, in più circostanze, negavano quei soldi al figlio proprio per tutelarlo ma tale diniego causava nel l’ira del giovane che in più occasioni minacciava i genitori aggredendo in più circostanze anche la madre. I due genitori versavano in uno stato di paura e di disperazione nel terrore di peggiori conseguenze. L’Autorità Giudiziaria, riscontrando la difficile e grave situazione emetteva la misura cautelare del divieto di avvicinamento con prescrizione di mantenersi ad una distanza minima di 300 metri, attraverso l’applicazione del braccialetto elettronico, alle persone offese e dai luoghi abitualmente frequentati, nonché il divieto di comunicare con qualunque mezzo diretto e mediato. Si rappresenta che il soggetto indagato è un venticinquenne, italiano, residente in provincia, già noto alle Forze di Polizia. 

La Questura di Fermo rappresenta che nel corso dell’ultimo mese è stato già trattato un caso analogo, in quel caso il soggetto, tossicodipendente, è stato sottoposto alla misura cautelare della custodia in carcere perché con analoghe condotte violente aggrediva il padre per procurarsi denaro destinato all’acquisto di sostanza stupefacente. Si sensibilizzano tutti coloro che abbiano notizia di situazioni analoghe che occorre segnalare questi episodi al fine di permettere alle Forze di Polizia di fornire aiuto a chi si trova in tali condizioni e non ha il coraggio di formalizzare denuncia o richiedere l’intervento della Polizia.

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