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Luca Santarelli (Rinasci Marche) interviene sulla riorganizzazione della sanità regionale

Luca Santarelli

“Una legge lacunosa e che poteva essere migliorata per il bene comune”. Così il consigliere Luca Santarelli (Rinasci Marche) all’indomani dell’approvazione della pdl, a iniziativa della Giunta regionale, sulla riorganizzazione del servizio sanitario regionale. “Purtroppo il nostro contributo alla riforma della sanità marchigiana – prosegue – non è stato ascoltato. Nessuno dei 42 emendamenti migliorativi del testo proposto che avevamo depositato è stato accolto dall’Aula. Continueremo comunque a lavorare per la comunità marchigiana, sostenendo una sanità pubblica che funzioni, al servizio dei cittadini. E rimarremo sempre al fianco di tutti, soprattutto dei più bisognosi”.

Tra gli aspetti salienti su cui Rinasci Marche aveva posto l’accento attraverso le proposte emendative alla pdl 128, la riorganizzazione della medicina territoriale “per mettere in connessione il medico di medicina generale con il medico del presidio di guardia medica h 24 al fine di coprire il vuoto assistenziale. Un vuoto assistenziale territoriale che costringe i cittadini bisognosi di cure urgenti a recarsi per forza ai pronto soccorso ospedalieri”.

Ma i contenuti degli emendamenti del capogruppo Santarelli, tutti respinti in Aula, riguardavano anche la valorizzazione del terzo settore, ovvero coloro che gestiscono i servizi sanitari ausiliari sul territorio, come le residenze degli anziani, dei disabili, dei cittadini in difficoltà economiche; la valorizzazione del ruolo delle farmacie nei borghi marchigiani isolati e degli “operatori sanitari, gli eroi della pandemia, ora dimenticati, – evidenzia il consigliere regionale – dandogli il giusto riconoscimento di carriera, prevedendo ruoli apicali del nuovo sistema sanitario, creando il dipartimento delle professioni sanitarie e la figura del direttore dell’assistenza”.

Gli emendamenti di Rinasci Marche riguardavano anche altre importanti tematiche. Come la questione del fine vita “nel rispetto – prosegue Santarelli – della scelta individuale e della sentenza della Corte Costituzionale 242 del 2019”. E ancora: “Attraverso le nostre proposte emendative volevamo contribuire all’ottimizzazione dell’impiego delle attrezzature diagnostiche ove sotto utilizzate per smaltire le liste di attesa per esami o visite. Il nostro intento era anche quello di non abbandonare i Comuni minori e i loro Sindaci nelle carenze del servizio sanitario ai cittadini, prevedendo dei fondi regionali a sostegno dei comuni più bisognosi e meno ricchi”. Ma non solo. “Le modifiche che avevamo proposto al testo legislativo redatto dalla Giunta regionale – incalza il capogruppo di Rinasci Marche – andavano nella direzione di prevedere una piano di recupero delle risorse e del personale delle zone in cui verranno soppresse le unità territoriali, garantendo ai dipendenti un’equità nel ricollocamento; sostenere il concetto di prevenzione oltre che di cura, con appositi percorsi e campagne di sensibilizzazione; implementare i processi di riabilitazione impedendo ricoveri impropri con costi maggiori per il sistema sanitario regionale; prevedere la figura dell’infermiere di famiglia con nel resto dell’Europa, una scelta coerente e fondamentale per le cure domiciliari”. Per quanto riguarda i fondi “ritenevamo fondamentale rapportare – afferma Santarelli – le quote da assegnare alle risorse tramite una pesatura pro-capite per popolazione. Una garanzia di equa distribuzione dell’assistenza sanitaria”. Altro intento riguardava il riequilibrio dei fondi per il personale sanitario “come i famosi tetti di spesa in Area Vasta 2 – conclude – che di recente abbiamo discusso in Aula presentando un’ interrogazione. L’assessore aveva promesso di adeguare il prima possibile le risorse che invece nella legge approvata sono sparite”.

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