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La Professione Infermieristica perde attrattività a livello nazionale, ma resta è “rispettata” ancora a livello locale.

Da giorni si sta parlando di perdita dell’attrattività per la Professione Infermieristica in Italia, ma occorre fare delle precisazioni basandosi sulle “sensazioni” che si avvertono a livello nazionale e locale (ad esempio nei piccoli comuni).

La Professione Infermieristica sta vivendo un periodo molto travagliato della sua storia professionale, tra scarsa considerazione da parte della politica, stipendi da fame, preparazione universitaria da riformulare e perdita dell’attrattività tra le giovani leve. Eppure sono diventati indispensabili soprattutto nei piccoli comuni italiani, ovvero nei 5535 paesi e borghi che ospitano il 70% della popolazione e circa il 75% delle cronicità a livello nazionale (dati di AssoCareInformazione.it).

Sappiamo veramente quanto “vale” un Infermiere?

Su quanto andremo a dire andrebbe fatto uno studio più approfondito, soprattutto per rendersi conto di quanto “vale” veramente un Infermiere tra chi ha bisogno costantemente di aiuto, di assistenza e di sostegno di fronte ad sempre maggiore distanza creatasi tra Medici di Famiglia e loro Pazienti. L’analisi andrebbe realizzata anche tra i quartieri di grandi centri urbani, soprattutto nel Sud d’Italia, dove spesso l’Infermiere è considerato un vero professionista a cui chiedere consigli e a cui affidare le proprie paure e le proprie fragilità.

E’ proprio vero che la Professione Infermieristica ha perso attrattività?

L’Infermiere non è più visto come una volta? Sicuri che le cose stiano esattamente come ce le raccontano? Noi vogliamo fare due distinzioni tra realtà nazionale e realtà locale: i Governi nazionale e regionali ci ascoltano continuamente, ma percepiscono (o vogliono percepire) poco di quello che viene loro suggerito.

Cosa succede nei piccoli borghi e nei quartieri delle città, soprattutto al Sud?

A livello di piccoli comuni o di quartieri, ovvero tra la gente comune, l’Infermiere però ricopre un ruolo fondamentale di collante tra una Sanità che è sempre più nel caos  (ed è sempre più distante dalle richieste di aiuto dei Cittadini) e percorsi di cura e di assistenza che altrimenti non verrebbero trafficati. Tutto ciò, come dicevamo poco fa, per l’assenza quasi totale sul territorio dei Medici di Famiglia (gli Infermieri di Famiglia e di Comunità potrebbero fare la differenza), che sono sempre più professionisti a distanza, e dei Medici della Continuità Assistenziale (un tempo chiamati Medici di Guardia), che continuano ad assistere gli Utenti sempre meno in casa e sempre più telefonicamente, demandando le cronicità e le acuzie al Servizio 118 e ai Pronto Soccorso.

Infermieri molto considerati dalla politica locale.

Gli Infermieri sembrano scarsamente considerati dalla Politica nazionale, ma amati da quella locale. Centinaia gli amministratori di Enti territoriali tra cui Comuni e istituzioni sovra-municipali: sindaci, vice-sindaci, assessori, consiglieri comunali, consiglieri regionali, presidenti di Enti, membri di consigli di amministrazione, segretari di sindacati.

Infermieri poco consistenti elettoralmente a livello nazionale.

Il potenziale politico locale non si è mai trasformato però in attrattività politica nazionale (fatta eccezione recentemente per la sen. Annalisa Silvestro e l’on. Stefania Mammì). E’ su questo che dobbiamo soffermarci: forse 445.000 Infermieri iscritti alla FNOPI non fanno paura a nessuno forse semplicemente perché abbiamo “paura di far paura” (una sorta di Ansia Anticipatoria diciamo).

E’ giunto il momento del risveglio.

E’ forse giunto il momento del risveglio e del riscatto (che arriverà prima o poi)? Intanto la professione ha preso coscienza dei suoi limiti e sta cercando di reagire. Tra tutti lo sta facendo la Federazione Nazionale degli Ordini delle Professioni Infermieristiche che sta spingendo sulla Politica che conta anche mediante una campagna di sensibilizzazione mediatica e social senza precedenti per ottenere quanto mai ottenuto prima.

Ora rialziamoci tutti e iniziamo un nuovo percorso senza paure di fare e di sbagliare.

Chi vivrà vedrà.

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