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«Iniziato l’iter della riforma sanitaria Cinque aziende provinciali per i bisogni dei vari territori»

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Filippo Saltamartini

«Oggi in Consiglio regionale inizia l’iter di approvazione della riforma in Consiglio regionale. Cinque aziende provinciali per soddisfare i bisogni di aree diverse per popolazione e fabbisogni». E’ quanto dichiara l’assessore regionale alla Sanità, Filippo Saltamartini sulla Pdl con la riforma sanitaria regionale, approdata in Aula.
«Sono trascorsi 19 anni dalla Legge regionale Marche sulla Sanità 20 giugno 2003, n.13. In questi 19 anni sono emerse crepe e disfunzioni sul servizio sanitario regionale che devono essere corrette. Un bella fetta di marchigiani, soprattutto del Pesarese e non solo, si vanno a curare in Emilia. Per altre gravi patologie, altri in Lombardia e Veneto.
La carenza di medici, e ce ne sono più tra quelli che vanno in pensione rispetto a chi entra nella professione, dovuta alla mancanza di visione sul futuro della sanità e al fallimento della programmazione nella formazione dei medici, responsabilità dei governi precedenti, ha reso questi 2 anni di governo difficilissimi. Tanto più perché chi ha creato quelle condizioni oggi fa politica sulle disfunzioni da essi stessi create. Fanno l’opposizione sui loro errori. L’idea base di un’unica Azienda regionale l’Asur chiamata a coordinare le 5 Aree vaste si è dimostrata inattuabile o comunque fallimentare. Ripartiamo quindi – rimarca Saltamartini – dalle nostre idee, da quelle votate dalla maggioranza dei marchigiani poco meno di 2 anni fa. I marchigiani hanno bisogno di una sanità di prossimità, contro le vecchie idee degli ospedali unici e dell’accentramento solo in alcune città, con la chiusura di ben 14 ospedali ( e poi ci lamentiamo dell’affollamento nei pronto soccorso). Le Marche richiede una sanità di qualità per tutti e non solo per i ricchi e per chi può pagare».
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E dopo un preambolo al vetriolo, l’assessore passa ai dettagli della riforma: «A garanzia di tutti e non per i pochi, è indirizzata la “nostra” Riforma. Il cittadino viene rimesso al centro. I nuovi direttori generali avranno la responsabilità degli Urp uffici relazioni con il pubblico che dovranno rispondere (non solo al telefono) dei bisogni di una popolazione che produce i prodotti belli che esportiamo in tutto il mondo. E soprattutto ogni azienda provinciale dovrà organizzare la propria “produzione sanitaria” sulla base del fabbisogno del suo territorio. Ci serviranno ancora dei mesi di lavoro e di attuazione della legge una volta approvata. Ma nessuno può continuare a pensare che una persona che chiede una Tac, o altra prestazione, a Pesaro possa essere dirottato a San Benedetto o viceversa, perché l’azienda sanitaria oggi è unica e regionale. Verrà rivisto anche il rapporto con la Sanità privata. Per noi la sanità deve essere pubblica e la concorrenza del privato dovrà coprire le lacune o le prestazioni che il pubblico non potrà garantire. C’è voluto un impegno importante per questo progetto di legge. Dopo aver garantito il raddoppio dei posti letto di terapia intensiva nei primi mesi di governo, aver avviato tra le prime regioni in Italia la cura Covid con gli anticorpi monoclocali, ed aver garantito la massima performance nazionale tra vaccini consegnati e vaccini somministrati, dopo aver approvato il Pnrr sanità, ora aggiungiamo questo importantissimo tassello. In 19 mesi chiunque può giudicare il lavoro portato avanti».

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