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Infermieri no-vax denunciati per aver imbrattato muri a Torino.

Infermieri no-vax denunciati per aver imbrattato muri a Torino.

By Redazione

Ci sono anche Infermieri no-vax tra i denunciati a Torino. Imbrattarono muri con scritte offensive contro le istituzioni.

C’erano anche degli Infermieri tra gli imbrattatori no-vax e sono stati tutti denunciati.

Quando entravano in azione indossavano tute e parrucche, per non essere riconosciuti se ripresi dalle telecamere di videosorveglianza. Per comunicare tra di loro nessun telefono, che restava a casa, ma ricetrasmittenti, per non essere intercettati. Come in un film. Ma gli uomini della Digos di Torino, guidati dal dirigente Carlo Ambra, li hanno identificati lo stesso: hanno fermato e denunciato sei No Vax, sospettati di essere gli autori delle ormai celebri scritte con la doppia ‘V’ cerchiata.

Sono accusati di danneggiamento aggravato, invasione di edifici e resistenza a pubblico ufficiale.

I denunciati sono tutte persone incensurate, che tra di loro si chiamavano ‘guerrieri’ . Nessun legame con l’estremismo né di destra né di sinistra. Ma erano ben organizzati e facevano parte di una rete, secondo gli inquirenti, a livello nazionale.

Non sapevano però di essere pedinati. Le indagini sono durate oltre un anno. Tra i denunciati, bloccati dalla Digos mentre alcune notti fa scrivevano sulla facciata della scuola media Alberti, in via Tolmino, (nelle scorse settimane avevano imbrattato i muri dei licei Cavour, Berti e l’Isef) ci sono infermieri e insegnanti sospesi, disoccupati, un’estetista.

Durante le perquisizioni gli agenti hanno scoperto, oltre a materiale di propaganda No Vax, estintori, vernice rossa, spray, anche corde e rampini per salire sulle pareti degli edifici, utilizzati per scrivere sempre più in alto. Per gli inquirenti sarebbero almeno una ventina le azioni compiute dal gruppo. Tra queste le scritte sulle sedi dei sindacati, ma anche fuori dagli hub vaccinali.

Tutte firmate con la sigla presa in prestito dal film ‘V di Vendetta’. Un’operazione quella della Digos torinese, che ha dato un duro colpo ad un’organizzazione che attraverso il gruppo sul Telegram comunicava con altri ‘guerrieri’ che mettevano a segno raid in altre città italiane.

Ultimo quello di ieri contro la Cgil a Bari in via Japigia.

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