incontri-con-l'autore,-ameya-gabriella-canovi-presenta-”-di-troppo-amore.-fuori-dal-labirinto-della-dipendenza”-–-riviera-oggi

Incontri con l'autore, Ameya Gabriella Canovi presenta ” Di troppo amore. Fuori dal labirinto della dipendenza” – Riviera Oggi

SAN BENEDETTO DEL TRONTO Per la rassegna “Incontri con l’autore“, a cura dell’associazione “I luoghi della scrittura” e della libreria Libri ed eventi, con il patrocinio e il sostegno del comune e della Regione Marche, domenica 4 settembre, alle ore 21,30, al Circolo Nautico di San Benedetto del Tronto, Ameya Gabriella Canovi presenterà il libro” Di troppo amore. Fuori dal labirinto della dipendenza” (Sperling & Kupfer). Dialogherà con l’autrice Giovanna Frastalli.

Ameya Gabriella Canovi è una psicologa di sostegno e PhD, iscritta all’albo degli psicologi dell’Emilia Romagna. Terapeuta di coppia ed esperta nello studio delle relazioni familiari e della dipendenza affettiva, Ameya Canovi ha una lunga esperienza di sostegno a persone imprigionate in relazioni disfunzionali. Conosce, inoltre, la pratica della meditazione e conduce seminari e corsi di crescita personale.

Il libro: “Io non vivo senza te” è una frase intesa spesso come il segno di un legame intenso, un modo di dire usato per rappresentare una storia romantica. In troppi casi è. invece. l’espressione di una vera e propria dipendenza, di una relazione malata che rende infelici molte persone, più di frequente donne. La dipendenza affettiva è un disturbo ancora poco conosciuto, dal quale è difficile liberarsi perché ha radici profonde nel cuore della famiglia d’origine, dove sperimentiamo le prime forme di attaccamento e impariamo, quando va tutto bene, l’amore per noi stessi. Ma se, invece, siamo stati bambini poco accuditi, trascurati, o addirittura abusati, o al contrario figli troppo protetti, oggetto di attenzioni eccessive, allora possiamo sviluppare rapporti nei quali il partner viene vissuto come un’ancora di salvezza, qualcuno che può riparare le vecchie lacerazioni. In questo libro Ameya Gabriella Canovi condivide la sua lunga esperienza di sostegno a dipendenti affettivi raccontando le loro storie e spiegando il disagio di cui sono prigionieri, con le sue diverse manifestazioni: mendicare l’affetto o pretenderlo, manipolare o sedurre l’amato, riprodurre situazioni sentimentali velenose, subire la frustrazione di un desiderio di fusione mai soddisfatto. Con un approccio tanto rigoroso quanto ricco di empatia, l’autrice delinea, inoltre, un percorso di conoscenza di sé capace di disinnescare il “troppo amore”, il bisogno eccessivo dell’altro e l’invadenza dei rimpianti e delle recriminazioni per ciò che non si è avuto. Esplorare il proprio passato fino alle radici è il primo passo per riuscire a risanare l’amore improprio o ricevuto male che c’è alla base di questa sofferenza e a costruire nuove relazioni con responsabilità e libertà.

Copyright © 2022 Riviera Oggi, riproduzione riservata.

Related Posts

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.