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Hospice di San Benedetto un bene prezioso. “Tanta disponibilità, gentilezza e attenzione” – Riviera Oggi

SAN BENEDETTO DEL TRONTO – Quando una persona cara parte per l’ultimo viaggio, sono gli ultimi momenti della sua vita quelli che rimarranno impressi per sempre nel cuore dei loro cari. Sapere che ci si è presi cura di loro fino all’ultimo minuto, in una struttura adeguata e dignitosa, non è di secondaria importanza, perchè rende il dolore meno straziante. Al di là di tutte le discussioni, bisogna dempre ricordare che ci sono medici, infermieri, oss e volontari che si prendono cura quotidianamente dei pazienti, e non ci stancheremo mai di pubblicare testimonianze e di sottolineare che la sanità pubblica, oltre che un diritto costituzionale è innanzitutto un principio fondamentale di civiltà.

Abbiamo vissuto l’esperienza di aver dovuto ricoverare nostro padre  presso il reparto “hospice” dell’ospedale di San Benedetto del Tronto. Dover ricoverare un genitore in quel reparto è sicuramente triste, perché significa che il paziente si trova allo stadio finale della sua vita, ma nonostante tale tristezza “gli angeli” (dottori e infermieri) di quel reparto, rendono tutto più leggero, tutto più naturale, sollevando pazienti e famiglie da diverse pene fisiche e morali. Il  reparto ha dei bellissimi ambienti allegramente colorati e arredati, tenuti benissimo per ciò che riguarda servizi, attrezzature, manutenzione e pulizia. Ma il vero valore aggiunto sono gli operatori, dottori e infermieri, che, oltre che essere professionalmente preparati, sembrano essenzialmente vocati a prestare assistenza a questo tipo di degenti e ai loro familiari, tanta è la loro disponibilità, gentilezza e attenzione. Quello che rimane indubbiamente dopo il pianto, oltre alla consapevolezza della loro competenza, è innegabilmente il loro sorriso e la loro confidenza che li rende assolutamente “familiari” (ci distraevano con conversazioni confidenziali e caffè mattutino, si prodigavano per farci avere tutto il necessario per l’assistenza, qualcuno è persino passato in corsia, fuori orario lavorativo, nel momento più critico, per accertarsi dello stato di mio padre, ci hanno abbracciato come fratelli al momento della scomparsa di mio padre).

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