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Green Pass obbligatorio per bar e ristoranti: ci sarà anche in Italia?

Insieme alla diffusione della variante Delta che mina le zone bianche di alcune regioni,sulla scia della francia, anche l’Italia potrebbe chiedere il green pass  la risalita della curva dei contagi da coronavirus nell’ultima settimana continua a suscitare preoccupazione a palazzo Chigi. Dove il Governo ha messo sul tavolo, dopo l’annuncio del presidente della Repubblica francesce Emmanuel Macron, la possibilità anche per l’Italia di rendere obbligatorio il green pass per l’accesso ad alcuni luoghi sensibili della vita sociale. Mezzi di trasporto e stadi, dunque, ma anche discoteche, cinema, e soprattutto ristoranti e bar. Con il rilascio del documento, a differenza di quanto accaduto finora, soltanto una volta ricevuta la seconda dose del vaccino.

Se in Francia l’annuncio di Macron ha portato a un record di prenotazioni – 1 milione di potenziali vaccinandi soltanto in una notte – da noi l’uso allargato del green pass sarà oggetto di discussione e valutazione nei prossimi giorni. “Bisogna fare subito come ha fatto la Francia, applicando ‘sul serio’ il green pass, niente quarantena per chi ha ricevuto due dosi, rivedere i parametri nel giro di una o due settimane – ha riferito al Messaggero il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri – perché il Green pass oggi è un mezzo per non tornare indietro quando i contagi saranno più elevati”.

Sull’argomento la maggioranza di Draghi è spaccata. Mentre il PD si è detto favorevole a una scelta simile a quella della Francia, il leader della lega Matteo Salvini ha affidato a un tweet il suo dissenso: “Non scherziamo”, ha scritto. A fargli eco dall’opposizione anche Fratelli d’Italia, con Giorgia Meloni che ha definito la decisione “raggelante”. Il dibattito poi coinvolge anche le associazioni di categoria – mentre Fipe-Confcommercio paventa effetti negativi sui ristoratori, Federalberghi promuove l’iniziativa –  e divide ulteriormente le Regioni, con la Liguria che lo preferisce ad altre misure restrittive, il Lazio a sua volta favorevole, la Lombardia che solleva un problema (reale) di privacy e possibile incostituzionalità dell’utilizzo, il Veneto tuttora fortemente scettico.

Il Governo sta valutando tutte le opzioni, così come lavora sulla scadenza dello stato di emergenza a fine luglio, per il quale sembra prevedere una proroga. La cabina di regia è prevista per la prossima settimana, ma non si esclude un incontro con il Cts prima del prossimo monitoraggio di venerdì, che potrebbe rivelare già sorprese dopo il comportamenti a rischio in molte città durante i festeggiamenti per gli Europei 2020.

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