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Ex stazione marittima: non basta un cartello a fermare i bivacchi (Foto)

Il cartello anti bivacchi

Disperati e senzatetto all’ex stazione marittima: spunta il cartello anti bivacchi. Troppo poco per mettere una toppa alla situazione di degrado e incuria che ormai da anni caratterizza l’ex scalo del porto.

Il cartello è stato collocato dall’Autorità Portuale all’altezza dei bagni pubblici. Bagni che da qualche giorno sono stati sbarrati con una rete di metallo e, dunque, sono diventati inaccessibili. Una scelta dovuta probabilmente a una considerazione: quei locali erano soprattutto utilizzati dagli sbandati che passano le notti sotto la tettoia dell’ex stazione marittima, chiusa definitivamente nel dicembre del 2015, tra mille polemiche.

Nonostante il cartello e la chiusura dei bagni, la zona è comunque frequentata da chi una casa non ce l’ha ed è costretta a vivere nell’ex scalo oppure sul marciapiede davanti ai locali del wc, proprio a ridosso del marciapiede.  Lo dimostrano le coperte, i vestiti, avanzi di cibo, cartoni e tutto quanto è necessario per un alloggio di fortuna. Una situazione simile, anche questa documentata più volte (leggi l’articolo), la si trova all’ex Mandracchio, sotto al porticato dell’ex Fiera della Pesca. Un altro ‘non luogo’, utilizzato per bivacchi e alloggi di fortuna. Il cartello di divieto di bivacchi è stato istituito partendo dall’ordinanza emessa nei giorni scorsi dall’Autorità Portuale e legata alle “disposizioni in materia di prevenzione di fenomeni di stazionamento, di occupazione, di bivacco, e di improprio utilizzo di spazi demaniali comuni nell’ambito portuale di Ancona. Tale ordinanza è stata disposta dopo l’esposizione di alcune situazioni di criticità e pericolo emerse in Prefettura nel corso del Comitato per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica. 

I bagni interdetti

E dunque, si legge nell’ordinanza, «ai fini della salvaguardia della pubblica sicurezza, dell’jgiene, della sanità, del decoro pubblici e della piena fruibilità degli spazi e delle aree comuni da parte degli operatori portuali, dell’utenza in transito e, laddove consentito, della cittadinanza, è fatto divieto di occupare, impedendone e/o comprimendone il pubblico utilizzo, spazi pubblici o ad uso collettivo di pertinenza demaniale nell’ambito del porto di Ancona, sia in forma individuale che aggregata, nonché in forma di stazionamento e di bivacco, sia diurno che notturno.

Nelle medesime aree, è, altresì, vietato il deposito o l’accumulo temporaneo di masserizie, suppellettili ed ogni altro oggetto non previamente legittimato nelle forme di legge da parte di questa Autorità di Sistema, pena l’immediata rimozione con conseguente smaltimento d’ufficio – da parte di questo ente – con esecuzione in danno ai soggetti responsabili». Inoltre, le associazioni di volontariato, di assistenza sociale o di volontariato potranno formalizzare segnalazioni all’Autorità Portuale «che valuterà il coinvolgimento degli organi e dei servizi sociali all’uopo preposti per assicurare la dovuta assistenza delle persone senza fìssa dimora e/o in difficoltà presso le strutture pubbliche presenti sul territorio». Per la Rete Ferroviaria Italiana è obbligatorio, nel tratto tra la stazione ferroviaria centrale e l’ex stazione marittima,  «intraprendere ogni iniziativa di competenza in termini di vigilanza, buona custodia, pulizia e mantenimento delle giuste condizioni di decoro ciò onde prevenire e/o contenere ogni possibile occasione di abusiva occupazione o bivacco negli spazi medesimi».

(Redazione CA)

 

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