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Difesa della costa di Sirolo, via allo studio Univpm e Irbim-Cnr – CentroPagina

ANCONA – «Salvaguardare il tratto di costa di Sirolo e consentire di averne la fruibilità per molto tempo ancora». Il rettore dell’Università Politecnica delle Marche Gian Luca Gregori ha presentato così l’accordo stretto tra il Comune di Sirolo, un pool di esperti dell’Univpm e l’’Istituto per le Risorse Biologiche e le Biotecnologie Marine del Cnr, dal quale prenderà avvio uno studio pilota le cui indagini saranno finalizzate a studiare le cause dell’erosione della falesia del Conero, che minaccia le spiagge di San Michele, Sassi Neri e Urbani.

Un tratto di costa che ogni anno è costretto a fare i conti con gli effetti delle mareggiate e che rappresenta una delle punte di diamante del turismo marchigiano, tanto che il prestigioso quotidiano britannico The Guardian ha annoverato la Spiaggia di San Michele tra le più belle d’Europa. Univpm e Cnr metteranno a disposizione una vera e propria task force di esperti che poi suggerirà anche le migliori soluzioni, visto che si tratta di una area dalla importante biodiversità e protetta dal Parco del Conero. «La nostra attenzione all’ambiente è ormai nota – ha aggiunto il rettore Gregori -, richiede un approccio multidisciplinare e infatti abbiamo due dipartimenti che insieme collaborano: il Dipartimento di Scienze dell’Ambiente e quello di Ingegneria Civile Edile e Architettura». Inoltre ha rimarcato che Univpm mette a disposizione «la migliore ricerca scientifica al servizio della comunità».

Il rettore Univpm Gian Luca Gregori

Il sindaco di Sirolo Filippo Moschella, ha parlato di «un giorno storico» per la città perché «con questo studio sovvenzionato dalla Regione Marche abbiamo possibilità insieme all’Università Politecnica delle Marche e al Cnr di studiare per la prima volta e in maniera congiunta il sistema falesia che è debole e crolla e il sistema spiaggia che è molto delicato, specie nella spiaggia di San Michele, oltre al sistema mare, con le mareggiate che incidono sulla falesia e creano costantemente dei crolli e quindi del disagio anche per tutelare l’ambiente». Uno studio che impiegherà diversi mesi in quanto molto complesso e articolato l’ambiente, ha sottolineato Moschella. «Dallo studio» ha spiegato, arriveranno dati utili ad «indirizzare gli investimenti pubblici per la tutela del territorio».

Moschella ha ricordato «abbiamo sottoposto la questione all’Univpm e abbiamo avuto colloqui con il presidente della Regione Francesco Acquaroli, gli assessori Stefano Aguzzi e Guido Castelli (oggi parlamentare, ndr) per degli stanziamenti finalizzati a comprendere come tutelare la costa che si trova sotto il centro abitato di Sirolo e che rappresenta l’unica parte di costa delle Marche che non prevedeva interventi di tutela». Un interessamento, quello del sindaco di Sirolo, oltre che a tutela del centro abitato, anche a tutela della filiera turistica che rappresenta un volano per il territorio.

Il sindaco di Sirolo Filippo Moschella
Il direttore del Dipartimento di Scienze della Vita Francesco Regoli

Le indagini si concentreranno sulle caratteristiche meteo-marine e batimetriche dell’area, sull’analisi dei sedimenti e delle biocenosi costiere, sull’impatto delle onde e delle correnti, sulle caratteristiche di pericolosità e sul rischio della falesia legato alla fruizione delle spiagge sottostanti il piccolo comune, oltre alla fattibilità di interventi di messa in sicurezza da eventuali crolli.

Il professor Francesco Regoli, direttore del Dipartimento di Scienze della Vita, ha sottolineato l’interazione dei tre enti coinvolti nello studio, con l’obiettivo di «trovare soluzioni durature nel tempo e non studi ‘mordi e fuggi’», inoltre ha rimarcato il valore sociale dello studio i cui risultati saranno trasferiti alla cittadinanza. «Andremo a studiare la pressione delle onde e delle forze idrodinamiche sulla costa – ha detto Regoli -, con la consapevolezza che si deve tutelare il capitale naturale: la biodiversità e gli ambienti che vivono in mare, per evitare che la soluzione di un problema poi ne faccia sorgere un altro. Il tutto in una grande condivisione di obiettivo tra gli enti scientifici e l’amministrazione del Comune di Sirolo che è quello di preservare quest’area di grandissimo valore naturalistico».

Lo studio, sarà propedeutico all’individuazione delle soluzioni che saranno suggerite a Regione e Comune, per cercare di dare al problema «una soluzione definitiva» ha concluso Regoli. Il direttore di Irbim-Cnr, Gian Marco Luna ha evidenziato che le competenze dell’Univpm e del Cnr-Irbim di Ancona «sono messe a sistema a servizio del territorio per realizzare uno studio completo e multidisciplinare che, coniugando discipline come oceanografia, modellistica, geologia, idraulica e biologia marina, intende creare quella base di conoscenze necessaria ad elaborare concrete azioni di protezione delle spiagge di Sirolo, nel meraviglioso contesto del nostro Monte Conero».

Il contributo del Dipartimento Ingegneria Civile Edile e Architettura (Dicea) «sarà essenziale per le proposte di intervento di mitigazione del rischio di erosione della spiaggia e di impatto dei flussi marini sulla retrostante falesia» ha sottolineato il professor Enrico Quagliarini, direttore del Dicea. «Le capacità di modellazione del moto ondoso e della idro-morfodinamica costiera in possesso del gruppo di Idraulica del Dicea, oltre alle competenze nella definizione di soluzioni per la riduzione del rischio costiero (come ripascimenti liberi o protetti, scogliere soffolte o emerse) contribuiranno a definire alcuni utili scenari di protezione».

Un momento della conferenza di presentazione

Presenti anche i consiglieri regionali Mirko Bilò e Carlo Ciccioli che insieme al consigliere Marco Ausili, si erano interessati della questione e si sono impegnati per l’approvazione dello stanziamento di 170.000 euro al Comune di Sirolo per finanziare lo studio. Il consigliere Mirko Bilò, ex sindaco di Numana, in particolare ha parlato di un importante avvenimento per la Riviera del Conero sottolineando che il tratto di costa oggetto di studio «rappresenta per le Marche un valore importantissimo dal punto di vista turistico e di accoglienza, in Italia e all’estero».

«Una prima pietra – ha aggiunto Bilò – per ricerca e progetti, che deve rappresentare un modello per il Paese, in quanto affida la difesa della costa ad un gruppo di esperti competenti» e in tal senso ha ricordato che l’Università Politecnica delle marche è una delle migliori università italiane e del mondo. Il consigliere Carlo Ciccoli ha sottolineato lo stretto legame tra Regione e Università di Ancona e il collegamento con il territorio che può essere valorizzato se c’è una Università forte, e dall’altro canto l’Università si rafforza se nel rapporto con il territorio sviluppa le sue competenze nell’area in cui insiste. Inoltre ha sottolineato anche l’importanza dell’ascolto delle esigenze del territorio come quelle avanzate dal sindaco Moschella.

Nel piano Gizc di difesa della costa approvato dalla precedente giunta nel 2019 erano stati esclusi interventi per la Falesia del Conero, previsti invece per le altre spiagge marchigiane. Ciccioli ha poi ricordato lo stanziamento della Regione, risorse fondamentali dopo l’esclusione dal piano di difesa della costa. Nel tratto costiero, ha osservato Ciccioli «c’è un ‘conflitto’ di interesse, quello di mantenere la natura e l’ambiente ed evitare che ci siano frane e smottamenti con perdita di territorio e delle sue caratteristiche e pericolo per la popolazione e i bagnanti. Dobbiamo riuscire a dare una risposta a questo conflitto».

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