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Comunali, Enrico Letta a Fabriano: «Con la vittoria di Daniela Ghergo inizierà a cambiare il colore della Regione»

Enrico Letta e Danieka Ghergo questa sera a Fabriano

 

«Gli altri dicono: “portiamo il colore della Regione Marche a Fabriano”. Io ribatto che la vittoria a sindaco della città di Daniela Ghergo comincerà a cambiare anche il colore della vostra Regione». Enrico Letta ha salutato con questo doppio auspicio il numeroso pubblico accorso questa sera ai Giardini del Poio della città della carta per ascoltarlo.

Enrico Letta

Il segretario del Partito Democratico ha tirato la volata alla candidata sindaca della Coalizione Democratica per le Amministrative del 12 giugno partecipando a un dibattito scorso via veloce in quasi due ore, moderato dalla giornalista Cristina Morbiducci e trasmesso in diretta streaming e sui canali social di ‘Progetto Fabriano’, senza risparmiarsi e senza lesinare bordate agli avversari politici. «Sono molto contento di esser qui accanto a Daniela alla quale mi lega un vecchia militanza politica che mi ha portato fin da subito a dire come la sua scelta di candidarsi sia una bellissima notizia per Fabriano, per le Marche e l’Italia. Il fatto che lei sarà la prossima sindaca di Fabriano è una straordinaria certezza» ha esordito Letta dimostrandosi molto fiducioso sul risultato elettorale del centrosinistra fabrianese. Sono stati inevitabili i tanti riferimenti alla crisi internazionale («a Putin che non aspetta altro di vedere gli europei, gli italiani divisi») e alle fibrillazioni  interne alla maggioranza Draghi («se i partiti politici si mettono ad interagire su una vicenda che ha a che fare con la vita e la morte delle persone pensando ai sondaggi, questa è la fine della buona politica»). Ma il tema su cui Letta si è soffermato di più è quello dell’Europa e dei fondi del Pnrr.

Daniela Ghergo

I FONDI DEL PNRR – «Faranno della prossima consiliatura di Fabriano quella più importante di sempre, perché l’Europa darà all’Italia, tra i Paesi più colpiti dal Covid, una quantità di risorse enorme, 219 miliardi di euro. – ha sostenuto il segretario del Pd – Quando Salvini verrà qui in città e dirà che non sono altro che soldi nostri, ricordatevi che questi fondi europei, rispetto al passato sono stati ridistribuiti con un principio di solidarietà a chi aveva più bisogno. Salvini e Meloni in Europa sono totalmente isolati nei Paesi-locomativa europei, che se andassero al governo alle prossime Politiche i fondi del Pnrr non ci sarebbero più, forse sarebbe la fine dell’Europa e in parte anche dell’Italia». Poi il salto dalla scena internazionale a quella locale. «Daniela Ghergo è una candidata civica ma nella sua coalizione, in questa campagna elettorale il simbolo del Pd è dovunque. – ha rimarcato Letta – Noi non abbiamo bisogno di togliere una fiamma e mettere una fontana al suo posto. Noi ci siamo a testa alta e non abbiamo paura di mettere in campo il nostro simbolo». Un pensiero che lo ha spinto a ricordare le motivazione che un anno e mezzo fa gli hanno fatto accettare l’incarico di presidente del Partito pensando ai tanti ragazzi che se ne vanno dall’Italia e non hanno una ragione per tornarci a vivere e a lavorare. «Ho trovato un partito che era in grande difficoltà, che era diviso, – ha aggiunto – dico questa cosa a maggior ragione qui nelle Marche dove queste divisioni sono state troppo marcate ed eccessive. Oggi il partito a livello nazionale, rispetto a tutti gli altri, è di gran lunga il partito più unito».

LA GRANDE COALIZIONE – Enrico Letta ha quindi plaudito alla scelta del centro sinistra fabrianese di creare una grande coalizione. «Il partito è un luogo dove giovani e meno giovani si tengono per mano e il nostro ruolo è quello di costruire un campo largo. Daniela, che non è stata scelta perché è amico di quello e dell’altro. Solo così ci si riavviciniamo agli elettori, Dobbiamo fare quello che fece Prodi, io e Daniela allora eravamo più giovani ma veniamo da questa esperienza condivisa: si fece un lavoro attento di guardare al futuro, di pescare sui territori e di tenersi per mano». Su questo filone si è inserito l’intervento della candidata sindaca che proprio partendo dall’esperienza dei comitati Prodi ha deciso di spendersi per la città cercando anche alleazne e competenze per cambiarne il volto. «Oggi questo questo territorio non consente più ai giovani di avere l’opportunità che ha avuto io quando dopo l’esperienza a Palazzo Chigi con il presidente Prodi ho scelto di tornare a casa perché questa città mi ha consentito una scelta di vita, di dedicarmi alla professione di avvocato. – ha detto  al microfono – I giovani oggi li stiamo perdendo tutti: chi va via, non ritorna. Ecco perché con altri amici abbiamo deciso di metterci in gioco condividendo un progetto di sviluppo. Dall’associazione ‘Progetto Fabriano’ è nata la lista civica alla quale se ne sono unite altre due, Fabriano civica e Rinasci Fabriano. Poi c’è il Pd che ci sostiene. Non ho mai avuto la tessera di un partito ma il Pd è un grande arricchimento per questa coalizione, rappresenta il filo conduttore che lega la mia esperienza a quella di Enrico. Sono molto orgogliosa dei nostri 90 candidati, convinta che rappresentino il meglio della società fabrianese. Sono convinta che faremo bene».

Enrio Letta e Daniela Ghergo intervistati da Cristina Morbiducci

CRISI DEL LAVORO, L’ISOLAMENTO DEL CENTRO ITALIA – I due intervistati hanno poi messo il dito nella piaga del problema lavoro che non c’è neanche a Fabriano. «Un problema che riguarda tutta l’Italia centrale, Umbria, Toscana, Marche, che negli ultimi decenni – ha asserito Letta – non è riuscita a creare una rete infrastrutturale orizzontale (c’è solo la dorsale verticale). Ogni territorio è rimasto isolato e pur avendo asset fantastici ha risentito della crisi. Nel nostro Paese esistono un nord e un sud che offrono sul fronte del lavoro risposte più forti rispetto a quella moscia del centro. Al nord c’è il traino industriale, al sud c’è la fiscalità di vantaggio, nel centro ci troviamo schiacciati». La soluzione prospettata è quella di rimodulare il cuneo fiscale «ma bisogna stare anche nei percorsi di internazionalizzazione, non solo quelli facili che traballano con le grandi crisi vedi il legame dell’export Marche-Russia – ha aggiunto Enrico Letta – e poi c’è il tema infrastrutturale, in questo senso l’isolamento della vostra regione è un caso più che unico perché Roma e Milano sono drammaticamente lontani da qui. I ragazzi e le ragazze se ne vanno e con loro la creatività. Il ruolo della Regione è insostituibile e la vostra ha deciso sostanzialmente rinchiudersi in se stessa e di esser contenta di questo isolamento delle Marche e di non avere invece un ragionamento di insieme, veramente europeo. Mi candido a mettere un focus specifico sull’Italia Centrale e perché ritengo che è la parte d’Italia più amata dai non italiani, come culla del Rinascimento, per il saper vivere bene, e per lo spirito imprenditoriale. Non facciamo solo B&B o solo guardiani di musei».

LA FILIERA ISTITUZIONALE – In quest’ottica la Ghergo punta, se diventerà sindaca, a interagire nei tavoli istituzionali per garantire alla città infrastrutture materiali (strade che funzionino) digitali (innovazione) e il potenziamento del trasporto ferroviario.«Oggi la linea Orte-Roma corre su un solo binario» ha rammentato. Grande attenzione sarà assicurata anche alla formazione con il Comune che può incentivarnei percorsi e alla defiscalizzazione per attrarre nuove imprese. Nella ricerca dei fondi del Pnrr istituirà una professionalità specifica comunale per concorrere ai bandi. «E una delle prima cose che faremo e che potrà diventare anche un riferimennto per l’area montana. -ha ipotizzato – Il Pnrr secondo la vulgata dalla coalizione avversaria locale di centro destra sostiene che bisogna ricostruire la filiera istituzionale tra comune e Regione per ottenere i fondi. Ma non è vero, perché i fondi arrivano dall’Europa e dai ministeri, le regioni vengono bypassate e al filiera politica non incide. Il sindaco di Ancona, Valeria Mancinelli ad esempio che è qui con noi stasera, pur non ascritta alla filiera del governo regionale, è riuscita a intercettare milioni e milioni di fondi per la sua città». Un richiamo che ha trovato subito una sponda in Letta («fare quel ragionamento significa ridurre la politica a un ricatto e noi ai ricatti non ci stiamo») e dal pubblico con la voce fuori campo proprio di Valeria Mancinelli («Si possono prendere i soldi anche senza ricatti»).

Il dibattito è poi tornato nell’alveo prettamente politico con Letta che si è detto «affezionato all’idea di una politica di prossimità» e di essere certo che «alle prossime elezioni politiche nazionali, dopo un decennio ci sarà un’evoluzione che ci porterà a un confronto solo tra sinistra e destra, il centro destra guidato dai moderati non ci sarà più, ecco perché abbiamo la responsabilità di vincere le prossime elezioni politiche contro la destra vera, che fa riferimenti al nazionalismo e al sovranismo». La Ghergo gli ha fatto eco evidenziando come lei stessa senta la forte la responsabilità «di non lasciare la città in mano alla destra, quella di Meloni e Salvini, una destra mascherata che forse si vergogna dei propri simboli, con un candidato sindaco civico ma con liste piene di consiglieri regionali. Il candidato sindaco l’hanno preso dal centro sinistra e l’hanno portato a destra. E’ un’operazione di trasformismo. Non ci possiamo permettere che la destra si impadronisca di questo territorio».

IL PD MARCHE E IL COMMISSARIO – Un ‘caso’, quello fabrianese, che secondo Letta è stato però mutuato da molte altre realtà chiamate al voto per le Comunali, come a Catanzaro. «Questo trasformismo fa male alla politica e poi la gente non va più a votare. – ha chiosato il segretario del Pd – C’è un popolo, quello ucraino, che sta lottando per poter votare, noi viviamo la democrazia come una cosa scontata. Non diamo per scontato questi valori che ci hanno consegnato i padri costituenti». Quindi, prima dei saluti tra gli applausi, ha augurato «un grande in bocca a lupo a Daniela che si mette in gioco per la sua città e a tutti i candidati che la sostengono». L’ultimo ringraziamento Letta l’ha destinato al commissario regionale del Pd; Alberto Losacco, «Vi ho mandato il commissario più di successo che abbiamo in giro per l’Italia. Losacco è la persona che riuscirà a mettere pace, ordine e felicità nel partito marchigiano. Saranno felici tutti alla fine e questa è la cosa più importante» ha chiosato. Prossima tappa marchigiana del tour elettorale di Letta domani mattina a Jesi per sostenere la candidatura a sindaco di Lorenzo Fiordelmondo.

(Redazione CA)

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