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Civitanova, aggressione al pronto soccorso: quattro feriti fra il personale – CentroPagina

CIVITANOVA – Ancora violenza in ospedale, ai danni di operatori sanitari e personale. L’ultimo episodio sabato scorso 3 settembre, intorno alle 21.30, al pronto soccorso del nosocomio di Civitanova, dove un 27enne residente in città ha malmenato e ferito quattro persone. Vittime due infermieri, un medico e un addetto alla sicurezza, che hanno rimediato lesioni con prognosi fino a 20 giorni. Fra le altre cose, uno dei feriti ha riportato uno zigomo rotto, un secondo ha ricevuto colpi alle costole.

Secondo una ricostruzione degli eventi, il giovane aveva accompagnato al pronto soccorso la sua compagna, presa in cura dai sanitari a seguito, pare, di alcune lesioni scaturite presumibilmente da percosse. Il 27enne, al momento di presentarsi in ospedale, era ubriaco e avrebbe dato in escandescenza quando l’accesso al reparto gli è stato negato per via delle restrizioni anti Covid. Di lì l’aggressione e le botte al personale e a chi ha cercato di fermarlo. La polizia è poi intervenuta e ha portato via l’uomo, identificato e denunciato.

Dopo l’accaduto, l‘intervento dell’assessore regionale alla sanità e alla sicurezza urbana Filippo Saltamartini: «Sono davvero intollerabili le violenze e le intimidazioni verso il personale della sanità. Anche sabato un soggetto si è reso protagonista di un episodio del genere presso il pronto soccorso di Civitanova Marche, ha accompagnato un congiunto e, in preda all’ira, ha aggredito alcuni operatori sanitari. La mancata denuncia o querela degli operatori sanitari, il numero oscuro, rende il fenomeno ancora sottostimato. Tuttavia nei reparti e nei parcheggi si assiste a fenomeni di criminalità predatoria come piccoli furti, anch’essi sottostimati, che richiedono l’apertura di posti di polizia».

«Non si capisce – ha aggiunto Saltamartini- perché di fronte a questi fatti, in molte Province della nostra Regione, sono stati chiusi i presidi di polizia presso i principali ospedali, lasciando questi servizi coperti solo da guardie giurate e per quelli esistenti l’organico è così esiguo che se ne compromette la funzionalità. Anche il servizio sanitario sconta la carenza di migliaia di medici e infermieri, ma il personale deve essere difeso alla stregua di ogni altro cittadino. Ho già preparato una lettera per il Ministero dell’Interno a cui compete la responsabilità della tutela della sicurezza pubblica – conclude – per riaprire in tutti gli ospedali di primo e secondo livello un presidio fisso di polizia».

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