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Caro gasolio, pescatori in rivolta: «Siamo al collasso»

I manifestanti al porto

Caro gasolio, le marinerie in rivolta al porto dorico. Sono arrivati anche pescatori da fuori regione per protestare questa mattina, tra via Mattei e il mercato ittico, contro i rincari della benzina. Alla fine della manifestazione, un manipolo di pescatori è stato ricevuto dal prefetto Darco Pellos. 

Tra i manifestanti, sempre monitorati dalle forze dell’ordine, sono spiccati striscioni e cartelli:  “Caro gasolio, la pesca al collasso”, “State distruggendo la pesca”.  Il corteo ha causato disagi alla viabilità tra la zona del porto peschereccio e quella dei cantieri che porta all’uscita nord dello scalo. Durante l’iniziativa sono stati anche accesi alcuni fumogeni.
All’esito della manifestazione, il prefetto di Ancona Darco Pellos ha ricevuto una delegazione di pescatori provenienti da Gaeta, Vasto, Fano, Ancona, Termoli, Pescara, San Benedetto del Tronto e Civitanova Marche.
Nel corso dell’incontro è stato espresso il grave disagio derivante dall’aumento del prezzo del gasolio, attualmente a 1,20 euro al litro, che incide sul costo dell’attività svolta dai pescherecci.
Per far fronte a tale problematica, ritenuta insostenibile dagli operatori, è stata chiesta l’istituzione di un tavolo tecnico alla presenza dei Ministri delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Patuanelli, del Ministro dell’Economia e delle Finanze Franco e del Ministro dell’Interno Lamorgese.
Il prefetto, a conclusione dell’incontro, ha assicurato la propria disponibilità ad informare il Governo Nazionale in ordine alle istanze presentate dalla marineria dell’Adriatico.

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