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Anna Maria, OSS: “il ruolo tra noi e gli Infermieri è bene definito, spesso però chi scrive al giornale lo fa perché è ignorante”.

Ci scrive Anna Maria, OSS: “il ruolo tra noi e gli Infermieri è bene definito, spesso però chi scrive al giornale lo fa perché è ignorante”.

Salve Direttore,

mi chiamo Anna, sono un Oss e mio marito è un Infermiere; tutti e due siamo anche delegati sindacali RSU in una ASL.

È da un po’ che leggo le lettere scritte da colleghi di tutta Italia e con mio grande rammarico mi sento costretta ad affermare che molte di queste, per il loro contenuto sono da definire vergognose e fuorvianti.

Sono vergognose più che altro proprio per chi le scrive che dimostra tutta la propria ignoranza e superficialità.

Entrando nel merito dell’argomento vorrei precisare che la figura ed il ruolo dell’OSS è già ben definito nell’accordo Stato e Regioni del 2001, per tutte le sue competenze e attività che può svolgere in autonomia o in supporto all’infermiere, e per essere più chiari, supporto non significa subalterno o servo di chicchessia ma, lavorare in equipe, collaborando ognuno nel proprio ruolo. Tutto ciò, spesso è rimasto solo sulla carta perché, la figura dell’OSS, pur ritenendola tutti necessaria ed indispensabile è sempre stata molto contrastata proprio da chi ne ha più bisogno.

Ed è proprio in questo che tanti, per fortuna non tutti, dimostrano la propria ignoranza.

Per quanto concerne la violenza sui pazienti, non c’entra alcunché essere Oss, infermieri o appartenere ad altre figure.

Purtroppo, viviamo in una società violenta, lo leggiamo su tutti i giornali tutti i giorni; violenza sugli anziani, sulle donne, violenza sui bambini da parte degli insegnanti e anche sugli animali. Spesso sono le stesse persone che hanno subito violenze a reagire sugli altri nello stesso modo e possono essere di qualunque cultura grado d’istruzione, o strato sociale , la violenza è una piaga sociale che viene perpetrata ovunque.

Problema di non facile soluzione, non esiste la bacchetta magica per ogni evenienza, senz’altro necessita più cultura su questi argomenti in primis nelle scuole e nelle famiglie ma, senz’altro ci vorrà del tempo.

Nel frattempo più controlli sui luoghi di lavoro. Ma da parte di chi? È davvero questa la soluzione?

Anna Maria, OSS

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