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Andrologi: terza dose non altera indici seminali, Covid-19 invece li peggiora.

Per gli Andrologi la terza dose non altera indici seminali, il Covid-19 invece li peggiora: danni fino all’80% al DNA spermatico.

I risultati raccolti su gruppi di under 35 mostrano che dopo Covid-19 anche in forma lieve la mobilità e vitalità degli spermatozoi diminuiscono.

Il calo è più marcato in chi ha avuto sintomi più seri della malattia pur senza essere stato ricoverato: in questi pazienti si riduce anche la quantità di spermatozoi e si sono registrati alcuni casi di azoospermia.

A seguito della vaccinazione con vaccini a mRNA, invece, non è emerso alcun effetto negativo sui principali parametri seminali, la cui qualità resta invariata o è perfino leggermente migliorata nel 96,5% dei casi.

Gli aspiranti papà

che hanno completato il ciclo vaccinale o si sottoporranno alla terza dose di vaccino contro il SARS-CoV-2, al momento possono stare tranquilli: tra la terza dose di vaccino per il Covid-19 e l’infertilità maschile non sembrano esserci legami.

Contagiarsi con SARS-CoV-2

può invece influenzare la fertilità maschile per settimane o mesi dopo la guarigione, compromettendo fino all’80% anche il DNA spermatico.

Sono questi i risultati preliminari di uno studio, nell’ambito del progetto di ricerca EcoFoodFertility, che ha messo a confronto l’impatto dei vaccini a mRNA e quello del Covid-19 sulla fertilità maschile.

EcoFoodFertility Project

è un progetto di ricerca nato per monitorare la fertilità maschile e soprattutto misurare l’impatto di degli inquinanti ambientali e cattivi stili di vita su di essa, al fine di individuarne cause e possibili mezzi di prevenzione” – spiega Luigi Montano, coordinatore del progetto, Uro-Andrologo dell’ASL Salerno e attuale presidente della Società Italiana di Riproduzione Umana (SIRU) – .

Il progetto

partito dalla “terra dei fuochi”, oggi esteso in diverse aree non solo italiane, ha più linee di ricerca che coinvolgono anche gli effetti del vaccino e del Covid-19 sulla fertilità maschile.

Saranno comunque necessari ulteriori studi – avverte Montano – per stabilire se i danni al DNA spermatico dopo la guarigione da Covid-19 si mantengono nel tempo o se possano comparire anche nei vaccinati”.

EFFETTI DEL COVID-19 E DEI VACCINI A mRNA SULLA FERTILITA’ MASCHILE

“Stando ai risultati dell’indagine dopo l’infezione in forma lieve, mobilità e vitalità degli spermatozoi si riducono di circa il 13%, con un danno del 20% al DNA spermatico – spiega Alessandro Palmieri, presidente SIA -.

In chi ha avuto Covid-19 in una forma più impegnativa, pur senza dover essere ricoverato, mobilità e vitalità degli spermatozoi diminuiscono del 20% con un danno dell’80% del DNA spermatico, a cui si aggiunge anche una riduzione del 41% del numero degli spermatozoi.

Il virus utilizza, infatti, come recettore l’enzima chiamato ACE2 presente abbondantemente anche nel tessuto testicolare.

D’altro canto – continua Palmieri – stando a questi dati preliminari il vaccino si è rivelato sicuro: nel 96.5% dei casi si è anzi osservato un lieve aumento della concentrazione degli spermatozoi e della loro motilità mentre solo il 3.5% ha presentato un peggioramento nei parametri seminali, che tuttavia sono tornati pienamente nella norma dopo 75-80 giorni dalla vaccinazione in quasi tutti i campioni analizzati”.

LO STUDIO

“Lo studio ha analizzato campioni di liquido seminale di 75 uomini under 35, seguiti nel tempo per problemi di infertilità di coppia, prima e dopo il Covid-19 – descrive Maria Cira Gentile, autrice dello studio e ricercatrice del Progetto EcoFoodFertility.

In chi ha avuto sintomi leggeri

dell’infezione la conta degli spermatozoi è rimasta sostanzialmente invariata ma sono diminuite la mobilità e soprattutto la vitalità degli spermatozoi.

In chi ha avuto una malattia virale più impegnativa tutti e tre i parametri seminali principali sono peggiorati e si sono registrati anche 4 casi di azoospermia.

La spermatogenesi

in media è ricominciata entro 70-80 giorni dal tampone negativo, pur evidenziando livelli significativi di danno ossidativo al DNA degli spermatozoi e tempi di recupero più lunghi per chi aveva avuto azoospermia”.

Lo stesso

non è vero a seguito della vaccinazione con vaccini a mRNA per Covid-19 “Sono stati analizzati i parametri seminali di 114 volontari fra i 22 e i 31 anni 10-15 giorni prima della terza dose di vaccino e poi 32-39 giorni dopo, con risultati per ora rassicuranti – prosegue Gentile -.

Nel 96.5%

dei partecipanti è stato rilevato addirittura un lieve incremento della vitalità e della concentrazione degli spermatozoi per eiaculato, sebbene entro livelli compatibili con le variazioni individuali normali; la percentuale degli spermatozoi mobili non è cambiata e nessuno è diventato azoospermico dopo la vaccinazione.

Appena il 3.5%

ha mostrato un peggioramento dei parametri seminali standard dopo il vaccino, con un calo nella concentrazione, mobilità e vitalità fortunatamente transitorio: solo in un soggetto i parametri non si erano ancora normalizzati a 120 giorni dalla vaccinazione.

Sono in corso però, valutazioni anche sul DNA spermatico per verificare eventuali anomalie a tale livello. Ad ogni modo anche negli uomini con oligospermia già diagnosticata prima della vaccinazione non c’è stato un ulteriore declino dei parametri seminali standard”.

CONCLUSIONI

“I dati confermano perciò i timori degli andrologi e, sebbene il meccanismo del danno testicolare da parte del virus sia ancora ignoto, pare evidente un’influenza negativa sui parametri seminali.

Ecco perché i giovani colpiti da Covid-19, anche se da asintomatici, una volta guariti dovrebbero sottoporsi a una visita specialistica.

Al contrario del virus è invece improbabile, stando almeno ai primi dati preliminari, che il vaccino, possa influire sui parametri seminali se non in una piccola percentuale di casi” concludono Palmieri e Montano.

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